Sei 3 duemilanove

14/03/2009

1

Alba. Secondo giorno dedicato a mia madre. Torniamo in commisariato per ritirare la denuncia. Attendiamo un pó finché, senza capire beneció che stava succedendo, ci dirigiamo verso casa sua con un agente. Obiettivo, portare via tutti gli effetti personali di madre e figlia. In un attimo arrivano zia e cugino. Inizialmente si pensa che l’uomo sia uscito ubriaco, poi si sente la voce dall’interno. Bussano. Mia sorella mi trascina dietro ad un muro, non vuole che suo padre mi veda. Osservo il tutto da lontano. Mi avvicino, vorrei entrare e vedere il volto dell’ uomo ubriaco ma forse peggiorerei solo le cose. Attendo fuori. Zia e cugino portano fuori i pacchi, aiuto a spostarli. Cominciamo a correre per chiamare un taxi e andare in velocità. Nel trambusto mi trovo seduto in macchina di fianco a mia sorella e agli occhi spaventati del suo cane nero  che nasconde a tratti la testa nel petto di mia zia. Mia madre torna al commissariato con mio cugino. Una volta partiti mi viene in mente che sarei dovuto andare io con lei. Il pensiero mi fa autocolpevolizzare; cerco di smorzare il tutto cercando di convincermi del contrario: mio cugino sarà parte della sua prossima famiglia e io capisco solo il 70% dei dialoghi… inoltre devo cominciare a raccogliere i soldi da dividere tra i fratelli e sopratutto voglio portare Hernan in giro per fargli un regalo.

2

Da casa di mia zia corro in lavanderia, banca, asciugatrice, 45 minuti, casa a lasciare il tutto e volo da mio fratello. In casa non c’è nessuno. Lo incontro davanti un internet point, sta facendo delle etichette per i suoi quaderni. Navighiamo un pò l’uno accanto all’altro prima di trascinarlo in centro. Gli rivelo del regalo per recuperare tutti i compleanni che mi sono perso, gli si illumina il viso. Obiettivo scarpe. Il range è abbastanza limitato: o le imitazioni da 8 € o le originali da 60€. Inizialmente si fa problemi, non vuole scroccare più di tanto, ma lo rassicuro di non farsi problemi. Tornando verso casa noto con la coda dell’occhio che ogni due passi si guarda le scarpe nuove. Sono felice. Ok, ha preso delle Nike, ma per oggi non ci penso.

Torniamo a casa, un pan c/ queso + caffè al chiosco del padre e volo a casa di mia zia. Abbraccio madre, parliamo un pò degli sviluppi. Ascolto, ringrazio mio cugino e rivolo via.

3

Salto sul carro, arrivo al terminal della Cruz del Sur, debbo prenotare il viaggio per Abancay. Prima, però, decido di fare La Chiamata. Mi rifugio in un palazzo dove ci sono solo copisterie in orario di chiusura. Chiamo. Mi risponde una voce giovane, chiedo del signor Josè Quintana, mi viene chiesto il nome e pronuncio un fiero “Moises”. Mi viene chiesto il cognome… due secondi di esitazione e dico un timido Lopez Echevarria. Sento l’emozione dall’altra parte, sospiri, mi riconosce, è felice di sentirmi. Mi dice che ha provato a cercarmi un botto di volte, con il padre, con la moglie. Tutta la sua famiglia sa della mia esistenza e lo hanno sempre sostenuto nella ricerca. Ho 2 fratelli e 3 sorelle. Domenica parte Lima, accompagna mia nonna all’aereoporto che parte per gli States.

Io e mio padre ci incontreremo lunedì pomeriggio a Lima.

Corro a prenotare il biglietto. Parto lunedì mattina. Sono incredibilmente felice, vorrei partire subito. Sono allegro. Mio padre mi ha sempre cercato. D’improvviso Huancayo mi sembra più leggera. Corro a casa a fare lo zaino, stasera prima notte in ostello. Sul letto mi fanno compagnia le foto sorridenti dei miei amici scattate dentro una cabina berlinese. Dentro ballo e rido con loro.

Una Risposta to “Sei 3 duemilanove”

  1. Andrea detto

    ;(
    …strappalacrime :) :( :)

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